Ogni giorno sprechiamo migliaia di preziose spirille di energia per riuscire a rimanere a galla in questo mondo senza anima, che cerca incessantemente di trasformarci in dei meccanismi automatici, dei robot privi di vita. 

Ogni giorno dovremmo domandare a noi stessi che senso ha questo vivere meccanico, che sottrae significato e bellezza alla nostra vita, lasciando dentro di noi miseria e tristezza. 

Ogni giorno guardandoci intorno, possiamo notare negli altri lo stesso tormento. 

Eppure negli occhi tristi e smarriti di molti, spesso si nota un bagliore, una speranza, una luce sprigiona da dentro. 

Ogni giorno possiamo osservare due mondi, uno che muore e l’altro che nasce. 

E ciò che desidera il cuore non è tanto di salvare quello vecchio quanto partecipare alla costruzione di quello nuovo. 

Ogni giorno prima di indossare “l’abito sociale consueto” sarebbe un buon esercizio domandare a noi stessi in quale punto preciso ci troviamo tra ciò che muore e ciò che nasce, così da poter tracciare una rotta, che ci conduce, punto dopo punto, 

Verso una Nuova Vita.